Abbastanza piccolo da entrare in borsa, abbastanza grande da lasciare spazio ad appunti, idee e disegni: il formato A5 accompagna molti gesti quotidiani. Lo ritroviamo nei taccuini, nelle agende e nei libretti dei programmi di sala. Misura 148 × 210 mm, cioè 14,8 × 21 cm: per ottenerlo basta dividere a metà un foglio A4 lungo il lato più lungo.
Proprio in quel semplice gesto si nasconde il principio alla base dei formati della serie A: a ogni dimezzamento, il foglio conserva le stesse proporzioni. Si parte dall’A0, con una superficie di un metro quadrato, e si arriva ai formati più piccoli attraverso tagli successivi. Una soluzione che permette di passare da una misura all’altra con facilità e che, adottata in Germania nel 1922, sarebbe poi diventata uno standard internazionale con la norma ISO 216.
Le dimensioni del foglio A5 sono 148 × 210 mm. Il formato A5 in cm corrisponde a 14,8 × 21 cm. Sono i valori della tabella della serie ISO-A, dove l'A5 segue l'A4 (210 × 297 mm), e si riferiscono al foglio rifilato, cioè tagliato alla misura finale. L'ordine dei due numeri dipende dall'orientamento: si scrive prima la base e poi l'altezza, quindi 148 × 210 mm indica il foglio in verticale.
Queste misure A5 descrivono il foglio finito, tagliato a misura. Valgono per qualsiasi carta in formato A5, dal foglio singolo al blocco. Un quaderno con copertina e rilegatura ha invece un ingombro esterno diverso.
| Unità | Lato corto | Lato lungo |
|---|---|---|
| Millimetri | 148 mm | 210 mm |
| Centimetri | 14,8 cm | 21 cm |
| Pollici (arrotondati) | 5,83 in | 8,27 in |
Espresse in pollici, le dimensioni del formato A5 sono circa 5,83 × 8,27″. Si tratta di una conversione: lo standard definisce le misure in millimetri. Le misure in pollici sono utili soprattutto quando consulti cataloghi internazionali o imposti un documento in un software che usa questa unità di misura.

Le dimensioni di un A5 verticale sono 148 mm di larghezza per 210 di altezza. Le dimensioni di un A5 orizzontale sono l'opposto: 210 mm di larghezza per 148 di altezza. Il foglio è lo stesso, ruotato di 90 gradi. L'orientamento non crea un formato diverso: stabilisce solo la disposizione del foglio.
Il formato A5 verticale è quello di quaderni, taccuini e agende, che si sfogliano come un libro. Il formato A5 orizzontale si sceglie quando il contenuto è largo: una tabella, un biglietto d'invito, un programma con più colonne.
Con i suoi 14,8 × 21 cm l'A5 sta in una borsa da lavoro e su un tavolo di riunione senza occuparlo tutto. Per questo, ad esempio, tra i taccuini personalizzati per aziende trovi numerosi modelli in questo formato.
Le dimensioni A5 in pixel non sono una misura fissa del foglio, dal momento che un pixel non ha una grandezza propria: la ottiene dalla risoluzione scelta. Le dimensioni del formato A5 in pixel dipendono quindi dalla risoluzione del file, espressa in ppi (pixel per pollice). Il principio è semplice: per stampare un’immagine sulla stessa superficie, una risoluzione più alta richiede un numero maggiore di pixel.
Per esempio, se prepari la grafica di un volantino A5, puoi impostare il documento a 148 × 210 mm e scegliere la risoluzione richiesta dalla tipografia:
A 300 ppi: circa 1748 × 2480 pixel.
A 150 ppi: circa 874 × 1240 pixel.
In entrambi i casi il volantino avrà le stesse dimensioni una volta stampato. A 300 ppi, però, l’immagine contiene il doppio dei pixel su ciascun lato e permette di riprodurre dettagli più fini. Per calcolare il valore di ogni lato, la formula è: pixel = (millimetri ÷ 25,4) × ppi. Per esempio, il lato corto a 300 ppi diventa: (148 ÷ 25,4) × 300 ≈ 1748 pixel. Quando prepari un file per la stampa, indica quindi sia le dimensioni fisiche sia la risoluzione: “A5, 148 × 210 mm, 300 ppi”.
Tutto parte da un foglio che nella vita quotidiana non si vede praticamente mai: l'A0. Misura 841 × 1189 mm con una superficie di un metro quadrato! Tagliando l'A0 a metà lungo il lato maggiore si ottengono due A1. Dimezzando un A1 si ottengono due A2. Poi A3, A4 e, al quinto taglio, l'A5.
Cinque dimezzamenti dividono il metro quadrato in trentadue parti: la superficie dell'A5 è quindi circa un trentaduesimo di metro quadrato. Il principio è attribuito all'ingegnere Walter Porstmann da DIN (Deutsches Institut für Normung), l'istituto tedesco per la standardizzazione. La forza dell'idea sta nella sua semplicità: ogni formato nasce dal precedente con una semplice operazione di divisione.

Lo sapevi?
Il foglio A5 non nasce come formato a sé, ma come parte di una famiglia in cui ogni misura è legata alle altre. Il percorso funziona anche al contrario: due A5 affiancati lungo il lato da 210 mm ricompongono un A4, due A4 un A3.
Il 18 agosto 1922 il sistema dei dimezzamenti diventa una regola ufficiale: il DIN pubblica la norma DIN 476, dedicata ai formati rifilati della carta. Tra le misure ci sono già A4 e A5, le stesse che usiamo oggi. Una soluzione nata in Germania comincia così un percorso che la porterà sulle scrivanie di gran parte del mondo.
Il riconoscimento internazionale passa dalla raccomandazione ISO/R 216 del 1961 e arriva, nel 1975, alla prima edizione della norma ISO 216. La tabella riporta le dimensioni dell’A4 a 210 × 297 mm e dell’A5 a 148 × 210 mm. L’allegato offre anche un’indicazione molto pratica: usare l’A5 per impieghi simili a quelli dell’A4, quando quest’ultimo risulta troppo grande. Già allora, quindi, il suo vantaggio era la compattezza.
L’edizione ISO 216:2007, pubblicata nel settembre 2007, prosegue questa storia: definisce i formati della carta per usi amministrativi, commerciali e tecnici, compresi stampati come moduli e cataloghi.
Ogni formato della serie A ha i lati in rapporto √2, cioè circa 1,414. In un rapporto tecnico del 1972 Gerald L. Howett, del National Bureau of Standards, spiega che ogni formato si ottiene dimezzando quello superiore e mantiene quel rapporto tra i lati.
Un esempio con i numeri. L'A4 misura 210 × 297 mm e 297 diviso 210 fa circa 1,414. Tagliando l'A4 a metà si ottiene un foglio di 148,5 × 210 mm: 210 diviso 148,5 fa ancora circa 1,414. La forma non cambia, cambia solo la scala.
Ne deriva un vantaggio pratico. Un documento A4 si riduce su A5 senza deformarsi e senza lasciare bordi vuoti. Un A5 ingrandito del 141% copre un A4.
Per capire il rapporto tra A4 e A5, basta immaginare un foglio A4 piegato a metà, facendo combaciare i due lati corti: ciascuna metà corrisponde a un A5. Il lato da 210 mm resta intero e diventa il lato lungo del formato più piccolo; quello da 297 mm viene diviso in due, con un arrotondamento al millimetro nelle misure standard.
| Formato | Millimetri | Centimetri | Rispetto all'A4 |
|---|---|---|---|
| A4 | 210 × 297 mm | 21 × 29,7 cm | Formato di partenza |
| A5 | 148 × 210 mm | 14,8 × 21 cm | Metà della superficie |
| A6 | 105 × 148 mm | 10,5 × 14,8 cm | Un quarto della superficie |
Si passa così dai 210 × 297 mm dell’A4 ai 148 × 210 mm dell’A5, cioè da 21 × 29,7 cm a 14,8 × 21 cm. A dimezzarsi è la superficie, mentre le proporzioni restano le stesse: ecco perché l’A5 mantiene la forma familiare dell’A4 in una misura più compatta.
Perché il lato corto dell’A5 misura 148 mm e non 148,5? Dividendo a metà i 297 mm dell’A4 si ottengono effettivamente 148,5 mm. La serie A, però, esprime le dimensioni in millimetri interi, arrotondando per difetto. Quel mezzo millimetro di differenza nasce quindi dal passaggio dalle proporzioni geometriche alle misure standard del foglio.
Il vantaggio dell'A4 è sicuramente quello di offrire più spazio: contratti, moduli, documenti da archiviare, fogli da leggere a colpo d'occhio. L'A5 offre meno superficie ma più comodità. Lo tieni in una mano, lo infili in una borsa, lo appoggi su un tavolo pieno di portatili e bicchieri.
La scelta segue l'uso. Se devi scrivere e consultare molto spazio insieme, l'A4 è più comodo. Se devi portare gli appunti con te, in giro tra sale, stand e uffici, l'A5 è più pratico. Se ti servono fogli da staccare e consegnare, valuta i block notes personalizzati per appunti; un quaderno o un taccuino, invece, tiene tutte le note nello stesso posto.
L'A6 è il formato successivo nella serie: si ottiene dimezzando l'A5. Misura 105 × 148 mm, cioè 10,5 × 14,8 cm. Sono un quarto dell'A4.
Più piccolo significa più portatile, ma anche meno spazio per scrivere. L'A6 va bene per liste, promemoria e note rapide. Per gli appunti di una riunione o di un corso l'A5 lascia più respiro alla scrittura.

L'A5 è un compromesso ben riuscito: abbastanza grande per scrivere con ordine, abbastanza piccolo da portare sempre con sé. Questa misura ha senso in situazioni concrete:
Riunione: lo appoggi accanto al portatile senza coprire la scrivania.
Corso o formazione: un quaderno A5 regge pagine e pagine di note e si riapre senza fatica.
Fiera: lo tieni in una mano mentre con l'altra scambi un biglietto da visita.
Kit aziendale: entra in uno zaino, in una cartellina o in una scatola regalo.
Ad esempio, un'azienda che prepara un welcome kit per i nuovi assunti può inserire un taccuino A5 con il logo sulla copertina: il destinatario lo usa dal primo giorno e lo porta in ufficio, a un corso o in trasferta. Lo stesso vale per i partecipanti a un evento, che ricevono un oggetto utile al momento giusto.
Tre esempi di taccuino A5 e di quaderno formato A5 personalizzabili, tra le soluzioni che puoi valutare per riunioni, corsi e kit.

Ha 96 fogli neutri senza righe e copertina rigida: adatto agli appunti continuativi e ai corsi di formazione. Il logo si applica sulla copertina con serigrafia, stampa digitale o stampa a caldo.

Include un notebook a righe da 64 pagine, scomparti, supporto per smartphone e chiusura magnetica, pensato per riunioni e lavoro agile, personalizzabile con serigrafia o stampa digitale. Il formato è circa A5: un esempio di sigla che indica l'ordine di grandezza e non l'ingombro esterno.

Contiene 100 fogli A5 a righe riciclati al 100% ed è adatto a onboarding, congressi e welcome kit. Il logo si stampa in copertina e sulla quarta di copertina, in serigrafia o con stampa digitale.

Ha 320 pagine e copertina morbida bicolore, in un formato compatto di 14,3 × 20,3 cm, poco meno del foglio standard A5: un buon esempio di come la misura cambi dietro la stessa sigla. Si personalizza con stampa a caldo o stampa digitale full color.
Un foglio A5 misura 148 × 210 mm, pari a 14,8 × 21 cm. In verticale 148 mm è la larghezza e 210 mm l'altezza; ruotato in orizzontale i due valori si scambiano. Il formato A5 in mm e in cm resta quello: cambia soltanto il verso in cui lo guardi o lo stampi.
Circa 5,83 × 8,27 pollici, ottenuti dividendo i millimetri per 25,4. È una conversione approssimata: lo standard è definito in millimetri e il valore in pollici si arrotonda. Se lavori con una stampante o un programma impostati in pollici, usa due decimali per restare vicino alla misura reale.
Dipendono dalla risoluzione, quindi non esiste un valore unico. A 300 ppi l'A5 corrisponde a circa 1748 × 2480 pixel; a 72 ppi, a circa 420 × 595 pixel. La formula è millimetri diviso 25,4 per i ppi scelti. Per un file da stampare indica sempre misure in millimetri e risoluzione.
No. Quaderni e taccuini si usano di solito in verticale, ma lo stesso foglio può stare in orizzontale, con 210 mm di larghezza e 148 di altezza. Le dimensioni standard non cambiano. L'orientamento è una scelta di impaginazione: si preferisce l'orizzontale per tabelle, inviti o programmi con più colonne.
L'A6 misura 105 × 148 mm ed è la metà dell'A5: due fogli A6 occupano la superficie di un A5. È più compatto e sta in una tasca capiente, ma lascia meno spazio per scrivere. Funziona per promemoria, liste e note rapide, meno per appunti lunghi.
La serie A comprende formati consecutivi, ciascuno ottenuto dimezzando il precedente: A0, A1, A2, A3, A4, A5, A6 e così via. L'A4 è il formato dei documenti d'ufficio, l'A5 è la sua metà. La norma ISO 216 definisce le dimensioni rifilate della carta da scrittura e di alcuni stampati.
Il lato lungo dell'A4 è 297 mm, la cui metà sarebbe 148,5 mm. Lo standard arrotonda al millimetro e indica 148 mm. Il lato di 210 mm resta uguale e diventa il lato lungo dell'A5. Il dimezzamento è geometrico; l'arrotondamento è una convenzione per avere misure intere.
Nelle impostazioni di pagina del programma scegli A5, oppure inserisci 148 × 210 mm come dimensione personalizzata. Poi controlla orientamento e margini. Se parti da un file A4, la riduzione su A5 è proporzionale, circa il 71%, e il contenuto non si deforma.
Non sempre. A5 indica il formato di riferimento delle pagine; le dimensioni esterne dipendono da copertina, rilegatura e chiusure. Il notebook con copertina in PU riciclato, per esempio, ha dimensioni esterne di 20,8 × 14 cm. Per misure precise di ogni modello consulta la pagina prodotto.
Con una carta da 80 g/m², un foglio A5 pesa circa 2,5 grammi. Il calcolo parte dall’A0: la sua superficie è di un metro quadrato, quindi pesa 80 grammi. A ogni dimezzamento si dimezza anche il peso: un A4 pesa circa 5 grammi e un A5 la metà. Con la stessa carta, 40 fogli A5 pesano quindi circa 100 grammi, senza contare copertina e rilegatura.
DIN, Happy birthday, A4!: pubblicazione di DIN 476 il 18 agosto 1922, attribuzione del principio a Walter Porstmann, A0 di un metro quadrato (841 × 1189 mm) e dimezzamento lungo il lato maggiore
ISO 216:2007, Writing paper and certain classes of printed matter: ambito della norma e pubblicazione nel settembre 2007
ISO 216:1975, International Organization for Standardization (anteprima ospitata da SIST): misure di A4 e A5 e indicazione d'uso dell'A5 nell'allegato
Gerald L. Howett, Legibility, Esthetics, and Page Size, National Bureau of Standards, 1972: dimezzamento dei formati della serie A e rapporto √2 tra i lati
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