Ogni anno vengono prodotte oltre 300 milioni di tonnellate di plastica a livello globale, gran parte delle quali finisce in discarica o negli oceani. In questo scenario, scegliere prodotti realizzati con materiali riciclati è diventata una priorità per aziende e consumatori. Ma come distinguere un impegno reale dal semplice greenwashing? La risposta si chiama certificazione GRS. Questo standard internazionale garantisce in modo verificabile che un prodotto contenga materiali effettivamente riciclati e che l'intera filiera produttiva rispetti criteri ambientali, sociali e chimici precisi. In questa guida scoprirai cos'è la certificazione GRS, come funziona, quanto costa e perché è sempre più richiesta anche in Italia.
Il Global Recycled Standard (GRS) è uno standard internazionale sviluppato e gestito da Textile Exchange, un'organizzazione no-profit leader nel settore dei materiali sostenibili. Lo standard si applica a materie prime, semilavorati e prodotti finiti realizzati con materiali riciclati, includendo tessuti, plastica, vetro, pelle e metallo, e richiede una verifica da parte di enti terzi accreditati per garantire la veridicità delle dichiarazioni ambientali.
La certificazione grs nasce per rispondere a una doppia esigenza: da un lato, dare alle aziende uno strumento credibile per comunicare il contenuto riciclato dei propri prodotti; dall'altro, proteggere i consumatori da affermazioni non verificabili. In sostanza, il GRS funziona come una garanzia di tracciabilità: dal materiale di scarto al prodotto finito, ogni passaggio della filiera è documentato e controllato.
Analogamente ad altri standard di filiera (come la certificazione FSC, che garantisce la gestione responsabile di legno e carta) il GRS punta a rendere la sostenibilità misurabile, trasparente e confrontabile tra aziende diverse.
Comprendere il funzionamento della certificazione GRS significa capire sia chi può certificarsi sia cosa viene verificato. Lo standard copre l'intera catena di fornitura: dalla fase di riciclaggio iniziale fino al venditore dell'ultima transazione B2B, passando per filature, tessiture, tintorie e confezione. Ogni attore della filiera deve essere certificato separatamente.
Il primo elemento da considerare riguarda la percentuale minima di materiale riciclato. Secondo quanto riportato da Cikis Studio nell'analisi sulla certificazione GRS e le filiere sostenibili, un prodotto è certificabile GRS se composto almeno per il 20% da materiali riciclati. Tuttavia, per poter esporre il logo GRS visibile al consumatore sul prodotto, la soglia sale ad almeno il 50% di contenuto riciclato in peso.
Questa distinzione è fondamentale per le aziende che vogliono usare la certificazione come leva di comunicazione. I brand possono così misurare e comunicare target specifici, ad esempio 30%, 50% o 80% di contenuto riciclato nelle proprie collezioni sostenibili, rendendo gli impegni ambientali concreti e verificabili.
La certificazione si basa su cinque pilastri fondamentali, tutti verificati da un ente terzo accreditato:
Composizione dei materiali: verifica del contenuto riciclato pre-consumo e post-consumo.
Tracciabilità di filiera: documentazione di ogni passaggio dalla raccolta del rifiuto al prodotto finito.
Trattamento ambientale: requisiti su gestione dei rifiuti, acqua ed emissioni lungo la produzione.
Responsabilità sociale: tutela dei lavoratori, rispetto dei diritti umani e condizioni di lavoro dignitose.
Gestione dei prodotti chimici: restrizioni su sostanze pericolose in linea con gli standard internazionali.
Come si ottiene la certificazione GRS? Si tratta di un percorso strutturato che coinvolge sia la preparazione documentale interna sia la verifica da parte di un organismo esterno. ICEA Certifica, uno degli enti accreditati per il GRS in Italia, specifica che il processo prevede verifiche in loco annuali con campionamento documentale e fisico dei lotti certificati, garantendo così continuità e rigore nel controllo.
Le fasi principali del processo sono:
Raccolta della documentazione interna: autodichiarazioni aziendali, specifiche tecniche dei materiali, contratti con i fornitori.
Scelta dell'organismo di certificazione: deve essere accreditato da Textile Exchange. In Italia operano enti come ICEA, CCPB e altri.
Compilazione del modulo ASR-206 e pagamento della tariffa di iscrizione prima dell'audit.
Audit in loco: visita degli ispettori presso gli stabilimenti produttivi per verificare processi e documentazione.
Rilascio del certificato: valido solitamente per un anno, con rinnovi periodici.
Il costo finale della certificazione dipende da diversi fattori: dimensione dell’azienda, numero di sedi o siti produttivi da certificare, complessità della filiera, presenza di fornitori o subappaltatori coinvolti e tariffa applicata dall’ente certificatore scelto. In linea generale, la certificazione GRS rappresenta un investimento che può includere più voci: la gestione della pratica, l’audit iniziale, eventuali verifiche documentali, controlli annuali di sorveglianza, possibili prove di laboratorio e spese accessorie legate all’attività dell’auditor. Per questo motivo, una piccola azienda con una filiera semplice avrà normalmente costi inferiori rispetto a un’organizzazione con più stabilimenti, processi complessi o numerosi soggetti coinvolti nella catena di fornitura.
Secondo le stime generali disponibili, il costo medio della certificazione GRS può aggirarsi intorno a 7.000–9.000 dollari. Questa cifra va sempre intesa come orientativa, perché il preventivo reale può cambiare sensibilmente in base al caso specifico. Per ottenere una valutazione precisa, è consigliabile contattare direttamente un ente accreditato, come ICEA, Control Union, CCPB o altri organismi riconosciuti. Solo l’ente certificatore può definire il costo effettivo dopo aver analizzato il perimetro aziendale, i siti da verificare, i materiali trattati e la struttura della filiera.
In Italia la domanda di prodotti certificati GRS è cresciuta significativamente negli ultimi anni, trainata sia dalla sensibilità dei consumatori sia dalle normative europee sempre più stringenti sul greenwashing e sulla comunicazione ambientale. Il settore tessile e della moda è quello più coinvolto, ma la certificazione si sta diffondendo anche nell'abbigliamento da lavoro, negli accessori e nel merchandising aziendale.
Per le aziende che operano in Italia, disporre di prodotti certificati rappresenta un vantaggio competitivo concreto: permette di rispondere alle richieste di sostenibilità dei clienti B2B, di partecipare a gare d'appalto con criteri ambientali e di comunicare in modo credibile il proprio impegno. Chi, ad esempio, sceglie abbigliamento personalizzato per eventi aziendali realizzato con materiali certificati GRS invia un messaggio di coerenza valoriale forte e misurabile ai propri stakeholder.
Anche altre certificazioni internazionali si muovono in questa direzione. Come abbiamo approfondito nella guida alla certificazione Fairtrade — che tutela circa 1,9 milioni di agricoltori e lavoratori in oltre 70 Paesi garantendo condizioni di lavoro dignitose, la tendenza globale è verso standard multi-criterio che combinano sostenibilità ambientale e responsabilità sociale. Il GRS si inserisce pienamente in questa traiettoria.
La sostenibilità nei gadget aziendali non è più solo una scelta estetica: oggi molte imprese cercano prodotti promozionali realizzati con materiali tracciabili e certificati. Per questo, Gadgetoo propone in catalogo diversi prodotti con certificazione GRS, dal tessile agli accessori, fino ad articoli pratici per l’uso quotidiano e l’abbigliamento promozionale. Un esempio è questo marsupio personalizzabile in cotone riciclato GRS, realizzato in cotone riciclato certificato da 220 g/m². È un accessorio pratico per eventi, welcome kit e iniziative aziendali, con tasca centrale a doppia zip, tracolla regolabile e colori come marino, naturale e nero. Tra i prodotti più versatili c’è anche lo zaino personalizzabile in cotone riciclato certificato GRS. Realizzato in cotone riciclato da 300 g/m², offre uno scomparto principale capiente, tasca frontale con zip, manico robusto e spallacci imbottiti regolabili. È una soluzione utile per aziende che cercano un gadget quotidiano, resistente e coerente con una comunicazione sostenibile.
Scegliere gadget aziendali con materiali certificati GRS permette quindi di unire personalizzazione, utilità e sostenibilità reale, valorizzando prodotti che non sono solo promozionali, ma anche più coerenti con le nuove aspettative di clienti, dipendenti e partner.
La certificazione GRS è oggi uno strumento indispensabile per aziende che vogliono dimostrare il proprio impegno verso la sostenibilità in modo credibile e misurabile. Con requisiti chiari, dal 20% minimo di materiale riciclato alla verifica dei cinque pilastri da parte di enti terzi, il Global Recycled Standard offre una garanzia solida sia per i brand sia per i consumatori finali. In un mercato dove la trasparenza ambientale è sempre più richiesta, scegliere prodotti certificati GRS non è solo una scelta etica: è una strategia di comunicazione aziendale efficace e differenziante. Se stai cercando gadget e articoli promozionali sostenibili per la tua azienda, esplora la nostra selezione di gadget ecologici personalizzati: troverai prodotti realizzati con materiali responsabili, perfetti per un brand che vuole fare la differenza.
La certificazione GRS (Global Recycled Standard) è uno standard internazionale che verifica il contenuto di materiali riciclati in un prodotto e garantisce tracciabilità, responsabilità sociale e requisiti chimici lungo tutta la filiera produttiva, tramite verifica di enti terzi accreditati.
Un prodotto può essere certificato GRS già con il 20% di materiale riciclato. Per esporre il logo GRS visibile al consumatore, la soglia sale ad almeno il 50% di contenuto riciclato in peso.
In media la certificazione GRS costa circa 7.000-9.000$, pari indicativamente a 6.500-8.500€. Il costo della certificazione varia in base alle dimensioni aziendali, al numero di siti produttivi e all'ente certificatore.
La grs certificazione si applica a cotone, lana, poliestere, poliammide, plastica, vetro, metallo e cuoio riciclato. Copre sia prodotti intermedi (filati, tessuti) sia prodotti finiti, rendendola versatile per moda, tessile, accessori e gadget promozionali.
In GRS Italia operano enti accreditati da Textile Exchange come ICEA, CCPB e altri organismi riconosciuti. L'ente effettua audit in loco, verifica la documentazione e rilascia il certificato, rinnovabile annualmente.
Il GRS si concentra specificamente sul contenuto riciclato e sulla tracciabilità di filiera. Altre certificazioni come FSC (foreste) o Fairtrade (commercio equo) coprono aspetti diversi della sostenibilità. Spesso i prodotti eccellenti combinano più standard contemporaneamente.
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